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24.09.2014

“A casa è più meglio”: Despar Nordest sostiene il progetto di assistenza domiciliare pediatrica dell’ospedale di Pordenone

La campagna di comunicazione farà storcere il naso ai puristi, con quell’errore grammaticale bene in evidenza: “A casa è più meglio”. Non si tratta però di un attentato alla lingua italiana da parte di Aspiag Service, la concessionaria del marchio Despar per il Nordest: sono le parole di un piccolo paziente del reparto pediatrico dell’Azienda Ospedaliera “Santa Maria degli Angeli” di Pordenone, a cui è stato chiesto se avesse preferito essere curato in ospedale o a casa propria.

Dando ascolto a questo desiderio, il nosocomio pordenonese ha varato nel 2011 un Progetto di Assistenza Domiciliare Pediatrica, con l’obiettivo di garantire ai bambini affetti da malattie croniche inguaribili, oncologiche e non, cure efficienti e di qualità pari a quelle ospedaliere senza allontanarli dal proprio mondo.

Dal 2011 a oggi, il progetto ha consentito di assistere a domicilio 68 piccoli pazienti.

Per sostenere e ampliare il progetto, dal 29 settembre al 30 novembre Despar Nordest attiva una raccolta fondi presso i propri supermercati Despar, Eurospar e Interspar in Friuli e Venezia Giulia.

I clienti avranno la possibilità di partecipare alla raccolta aggiungendo un contributo libero all’importo della propria spesa. La donazione sarà evidenziata nello scontrino emesso dalla cassa, con la dicitura “Telemedicina”.

L’obiettivo principale dell’iniziativa è infatti quello di dotare di sistemi di telemedicina e teleassistenza le unità medico-infermieristiche dedicate all’assistenza domiciliare pediatrica, e consentire così il trasferimento delle informazioni e dei dati dei pazienti da remoto, migliorando e agevolando l’interazione fra le strutture e gli operatori sanitari, e la comunicazione di modalità e orari delle cure ai famigliari dei bambini assistiti.

Siamo orgogliosi di sostenere un progetto così importante”, spiega Fabrizio Cicero Santalena, direttore del centro distributivo Despar per il Friuli Venezia Giulia, “e con esso tutti i piccoli pazienti e le famiglie che l’Azienda Ospedaliera di Pordenone assiste. Siamo certi che i nostri clienti risponderanno con la consueta generosità a questa iniziativa”.

Paolo Bordon, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Pordenone, pone l’accento sulla rilevanza del progetto: "L'obiettivo che da 3 anni ci siamo posti, ovvero sostenere la domiciliarità dei piccoli pazienti - come loro stessi richiedono e come indicano le attuali linee di gestione/organizzazione della sanità regionale - comporta l'impiego di personale specializzato e dedicato, ma che possa interagire e comunicare con tutti gli attori coinvolti nel percorso di cura.

Il progetto di telemedicina consentirà di ottimizzare le relazioni tra operatori e famiglia e tra gli stessi operatori, migliorando i flussi d’informazione e, quindi, la gestione clinica e assistenziale del bambino. La tecnologia permetterà, infatti, di monitorare anche a distanza parametri vitali indispensabili per la decisione clinica.

In un periodo di criticità economica, ” continua il Direttore Generale dell’AOPN, “la collaborazione tra pubblico e privato permette al sistema di crescere sperimentando modelli innovativi di approccio alle patologie in setting assistenziali diversi, condividendo obiettivi e intenti e ponendo, in ogni caso, al centro dell'attenzione il paziente e la sua famiglia. Tale progetto, che vuole estendersi all'intera Regione, ” conclude Bordon, “consentirà al Friuli Venezia Giulia di essere all'avanguardia non solo nell'assistenza domiciliare pediatrica, ma anche nell'uso di tecnologie avanzate applicate alla sanità."