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22.02.2018

Despar dona 13.490 euro a Fondazione Città della Speranza

"Oggi salviamo l'85% dei bambini che si ammalano di leucemia: negli anni sessanta erano il 30%. Vuoi che non riusciamo a passare dall'ottantacinque al 100% ?". Con pochissime parole la dottoressa Lara Mussolin, referente nazionale per la diagnostica molecolare dei linfomi e da 17 anni ricercatrice presso l’Istituto di Ricerca Città della Speranza a Padova, dà un senso alla donazione di 13.490 euro che Aspiag Service (Despar Nordest) ha consegnato giovedì 22 febbraio a Franco Masello e Stefania Fochesato, rispettivamente Presidente e Segretario della Fondazione Città della Speranza.

L’importo è frutto della vendita di panettoni e pandori in confezioni personalizzate Città della Speranza, nei supermercati Despar, Eurospar e Interspar del Veneto, durante le ultime festività natalizie. I dolci erano a scaffale a dieci euro al pezzo, e l’intero ricavato è stato donato alla Fondazione Città della Speranza.

Federica Coppo, coordinatrice delle attività di CSR per Despar, spiega: “I nostri clienti hanno risposto con la consueta generosità, e noi ne siamo molto grati. La nostra azienda ha radici profonde nel territorio, da quasi sessant’anni, e questo ci rende particolarmente sensibili alle sue necessità. Il sostegno alla ricerca e alle attività di cura è sicuramente frutto di questa sensibilità, e del nostro impegno a restituire valore al territorio e alle comunità che lo abitano. Siamo lieti di aver trovato in Fondazione Città della Speranza un interlocutore prezioso in questo senso, e di poter concretamente supportare la sua importantissima attività”.

Franco Masello, Presidente della Fondazione Città della Speranza, ha sottolineato l’importanza del contributo che aziende e privati danno alla ricerca – ma anche la necessità che questo contributo cresca: “Condividiamo un obiettivo importante: che i bambini che entrano negli ospedali pediatrici ne escano guariti. Questo richiede tanta ricerca, e la ricerca richiede tante risorse, anche per consentire di trattenere in Italia i ricercatori che adesso trovano più spazio e sostegno all’estero. Il nostro Paese dovrebbe imitare quanto accade all’estero, dove la ricerca è sostenuta fortemente dalle donazioni di aziende e privati”.

Ben venga quindi la donazione di Despar, a sostegno di un centro di eccellenza come Città della Speranza.