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Prosciutto di San Daniele DOP: curiosità e degustazione

Il Prosciutto di San Daniele

Ogni assaggio è un’esperienza di bontà e delicatezza, ogni fetta è frutto di una tradizione secolare che affonda le sue radici tra il XI e il VIII secolo a.C. e dal 1996 è stato riconosciuto dall’Unione Europea prodotto a Denominazione di Origine Protetta (DOP)

Il San Daniele è un prosciutto unico e indissolubilmente legato al territorio in cui viene stagionato: un piccolo centro collinare dalla collocazione speciale, attraversato dai venti di Nord Est che soffiano dalle Alpi Carniche all’Adriatico.
È la particolare posizione geografica di San Daniele che conferisce al prosciutto le sue inconfondibili caratteristiche organolettiche che lo decretano un’eccellenza italiana apprezzata in tutto il mondo.


Consigli e curiosità

Come riconoscerlo?

Il Prosciutto di San Daniele è unico. L’Unione Europea lo ha riconosciuto come prodotto a Denominazione di Origine Protetta (DOP) certificandone la zona d’origine e l’unicità delle tecniche di lavorazione.
Ecco i 4 segni di riconoscimento del Prosciutto di San Daniele DOP:

1. Il marchio Il marchio è impresso a fuoco sulla cotenna sotto la supervisione dell’istituto di controllo, solo dopo che è stata verificata l’esistenza dei requisiti previsti dal Disciplinare di Produzione dopo almeno 13 mesi dall’inizio della lavorazione. Il numero a due cifre sotto lo zampino identifica il produttore.

2. Lo zampino La coscia intera di San Daniele mantiene lo zampino. Una tecnica della tradizione che favorisce il drenaggio dell’umidità e la buona stagionatura.

3. La forma a chitarra La fase della pressatura, esclusiva del San Daniele, gli conferisce la caratteristica forma a chitarra.

4. Colore, aroma e sapore Colore rosso-rosato nella parte magra e bianco candido su quella grassa di contorno. Un aroma che diventa più persistente con la stagionatura, offrendo al palato sentori di crosta di pane, frutta secca e malto d’orzo. Anche il sapore è inconfondibile: delicatezza, sapidità e aromi della carne stagionata si mescolano dando vita ad un equilibrio perfetto che trasforma ogni assaggio in un’esperienza per tutti i sensi.

Come conservarlo?

Per mantenere invariato il sapore del San Daniele è necessaria una corretta conservazione.
Ecco alcuni consigli:

Affettato al banco fresco Il prosciutto di San Daniele viene affettato molto sottile e possiede una buona copertura di grasso (sia ai bordi che all’interno della fetta).

Per una migliore conservazione si consiglia di disporre le fette evitando di sovrapporle una sull’altra, senza schiacciarle e ripiegarle, separando ogni strato con un foglio di apposita carta in modo che rimangano il più distese possibile.

Per migliorare la degustazione del prodotto si consiglia di consumarlo subito, a distanza di una/due ore dopo l’acquisto e si raccomanda di conservarlo in frigo ad una temperatura compresa fra +1°C e +7°C.

Vaschette di preaffettato Queste confezioni vanno conservate in frigorifero, ad una temperatura compresa tra +1°C e +7°C, ed aperte 5/10 minuti prima del consumo.

Il tempo massimo di conservazione delle vaschette chiuse e tenute in frigorifero, riportato sempre sulla confezione, è di 120 giorni.

Intero con osso Deve essere conservato in un luogo fresco e asciutto (anche a temperatura ambiente, dai 15 ai 20 °C) fino al momento dell’utilizzo. Una volta tagliato, è necessario coprire la parte interessata dal taglio con della pellicola trasparente, riporre il prodotto in frigo e consumarlo entro il tempo massimo di un mese.

Ogni volta che si riprende a tagliare il prosciutto, è consigliabile scartare la prima fetta perché, essendo in superficie, tende ad ossidarsi ed asciugarsi eccessivamente.

Disossato intero o in tranci Dopo aver estratto il prosciutto dalla confezione sottovuoto, è necessario:

  • ricoprire la parte superficiale tagliata con della pellicola trasparente;
  • avvolgere l’intero prosciutto con opportuno materiale (pellicola, carta monouso), per evitare che assorba altri odori;
  • riporre il prosciutto in frigorifero ad una temperatura compresa tra +1°C e +7°C.

Se la confezione è mantenuta chiusa ed integra in frigorifero, è consigliabile in ogni caso consumare il prodotto entro un tempo massimo di sei mesi. Prima di riprendere ad affettare il prosciutto, si consiglia sempre di scartare la prima fetta.


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Degustazione online gratuita

giovedì 3 dicembre

Il Prosciutto di San Daniele DOP: una carezza al palato

Programma della degustazione

Degustiamo insieme a Laura Antoniacomi e Max Plett il delicato Prosciutto di San Daniele, particolarmente morbido tanto da sciogliersi in bocca senza disfarsi, regalando una vera carezza al palato.
Scopriamo insieme le note distintive di questo prodotto, le modalità di produzione, come riconoscerne la qualità, gli abbinamenti e le curiosità.

Per assaggiare insieme ai nostri esperti ti invitiamo ad acquistare il Prosciutto di San Daniele DOP 20 mesi.

Gli esperti

Massimiliano Plett: Presidente di Slow Food Friuli Venezia Giulia e consigliere di Slow Food Italia dal 2010 al 2018, oggi è co-titolare di Ufficina, società attiva nella ristorazione e nella divulgazione dei temi legati all’enogastronomia e alla sostenibilità.
Laura Antoniacomi: annata ’94, si è sempre dedicata con passione all’ambito Food & Beverage, ha conseguito il Master firmato Gambero Rosso alla Luiss Business School in Food & Wine Business. Ora freelancer specializzata in Marketing del settore enogastronomico, racconta il suo Friuli tra progetti, collaborazioni, docenze, consulenze ed eventi.


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