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15.03.2017

BIO,LOGICO: desiderio originale di genuinità.

BIO,LOGICO: desiderio originale di genuinità.
prodotti della linea BIO,LOGICO nascono per soddisfare i consumatori sempre più indirizzati all’acquisto consapevole e responsabile. Bio,Logico è la firma Despar, a garanzia della provenienza da agricoltura biologica di una vasta gamma di prodotti, dalla frutta e verdura, coltivate e prodotte lontano da fonti di inquinamento, senza pesticidi o fertilizzanti chimici e cresciute seguendo il naturale corso delle stagioni, ai legumi, al latte, alle confetture, ai succhi di frutta, allo yoghurt, agli alimenti per l'infanzia, tutti rigorosamente selezionati, certificati e confezionati in atmosfera protettiva, per evitare qualsiasi trattamento conservante o disinfestante. La qualità si unisce a una particolare esperienza nel settore (siamo stati tra i primi a introdurre i prodotti biologici nella grande distribuzione), traducendosi in una ricca offerta di alimenti scelti e assolutamente sicuri, nei quali ritrovare il sapore genuino degli alimenti di una volta.

Non dire “BIO” se non è certificato.
Ma che cos’è un prodotto biologico?
L’agricoltura biologica è un modo di produzione alimentare basato su pratiche rispettose dell’ambiente, della biodiversità e del benessere animale, gradite ai consumatori che preferiscono prodotti ottenuti grazie a sostanze e processi naturali. Il termine "agricoltura biologica" indica un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l'impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l'utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi). Agricoltura biologica significa sviluppare un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell'acqua e dell'aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo. Per salvaguardare la fertilità naturale di un terreno gli agricoltori biologici utilizzano materiale organico e, ricorrendo ad appropriate tecniche agricole, non lo sfruttano in modo intensivo. Per quanto riguarda i sistemi di allevamento, si pone la massima attenzione al benessere degli animali, che si nutrono di erba e foraggio biologico e non assumono antibiotici, ormoni o altre sostanze che stimolino artificialmente la crescita e la produzione di latte. Inoltre, nelle aziende agricole devono esserci ampi spazi perché gli animali possano muoversi e pascolare liberamente. [Fonte: AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica].

Una rigorosa regolamentazione europea definisce la produzione e trasformazione dei prodotti biologici. La regolamentazione non riguarda tutti i prodotti e, ai fini della norma, possono essere considerati biologici solamente: i prodotti agricoli non trasformati: frutti, ortaggi, fiori, uova, etc.; i prodotti agricoli trasformati, destinati all’alimentazione umana: pane, piatti cucinati, etc.; gli alimenti destinati agli animali; le sementi e i materiali di riproduzione vegetale.
Il regolamento europeo è integrato dalle norme nazionali, la cui osservanza è certificata da organismi di controllo riconosciuti dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Non possono essere certificati biologici i prodotti della caccia e della pesca, in quanto non è possibile controllare l’alimentazione e le condizioni di allevamento della selvaggina e dei pesci; i prodotti non agricoli, quali il sale e l’acqua; i prodotti trasformati e non destinati all’alimentazione (tessili, cosmetici), benché sia possibile valorizzare la presenza, tra i loro ingredienti, di componenti agricole biologiche (per esempio una maglietta fatta con cotone proveniente da coltivazione biologica). Per tali casi esistono specifiche Linee Guida – come, ad esempio, Le Linee guida per la certificazione dei prodotti tessili biologici (GOTS).

“BIO” significa “ti voglio bene”.
Il regolamento relativo all’agricoltura biologica garantisce al consumatore che:

  • gli equilibri naturali sono stati rispettati;
  • non è stato fatto uso di sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere), né di OGM. Le colture vengono difese tramite la selezione preventiva delle specie resistenti alle malattie e intervenendo con tecniche di coltivazione appropriate, come, per esempio la rotazione delle colture. Non coltivando consecutivamente sullo stesso terreno la stessa pianta, da un lato si ostacola l'ambientarsi dei parassiti e dall'altro si sfruttano in modo più razionale e meno intensivo le sostanze nutrienti del terreno. In agricoltura biologica si usano fertilizzanti naturali come il letame opportunamente compostato ed altre sostanze organiche compostate (sfalci, ecc.) e sovesci, cioè incorporazioni nel terreno di piante appositamente seminate, come trifoglio o senape. Il ricorso a tecniche di coltivazione biologiche ricostruisce l’equilibrio nelle aziende agricole; qualora, comunque, si rendesse necessario intervenire per la difesa delle coltivazioni da parassiti e altre avversità, l’agricoltore può fare ricorso esclusivamente alle sostanze di origine naturale espressamente autorizzate e dettagliate dal Regolamento europeo (con il criterio della cosiddetta “lista positiva”). [Fonte: AIAB];
  • la produzione bio è separata da quella convenzionale, al fine di evitare possibili contaminazioni nella trasformazione dei prodotti;
  • agli animali vengono assicurati alimentazione biologica e benessere, assenza di sofferenza e allevamento all’aperto, secondo i criteri normativi definiti dall’Unione Europea, i cui principi generali sanciscono che gli animali devono essere alimentati secondo i loro fabbisogni con prodotti vegetali ottenuti con metodo di produzione biologico, coltivati di preferenza nella stessa azienda o nel comprensorio in cui l'azienda ricade. L'allevamento degli animali con metodo biologico è strettamente legato alla terra. Il numero dei capi allevabili è in stretta relazione con la superficie disponibile. Le condizioni di allevamento devono tenere conto del comportamento innato degli animali. Le strutture per l'allevamento devono essere salubri, correttamente dimensionate al carico di bestiame e devono consentire l'isolamento dei capi che necessitano di cure mediche. Inoltre devono essere assicurati sufficiente spazio libero a disposizione degli animali. [Fonte AIAB];
  • la trasformazione dei prodotti avviene con l’utilizzo esclusivo di materie prime agricole biologiche, senza ricorso ad additivi e ausili tecnologici (salvo eccezioni previste dala legge);
  • tutti i componenti della filiera (produttori, trasformatori, negozianti, grossisti, dettaglianti, importatori), devono notificare la loro attività al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestalie farla certificare dagli organismi competenti (ICEA).

Come vedete la certificazione BIO è una vera dichiarazione d’amore per la salute e il benessere dell’uomo e dell’ambiente, in linea con il principio di ECORISPETTO da noi sostenuto.